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4 giugno 2012

Non ho pace

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 00:43

Non ho pace ma tu
Non starmi a sentire
Medita la fine, spegni quella cicca
Sulla mia guancia rigata di lacrime
Finte, sii forte e perdona chi
Ti ha sterminato la famiglia
O la collezione di vecchi lp.
Siamo alla fine, niente è come
L’ho lasciato, la poesia è un cumulo
Di conserva di vari tipi di frutta
L’altra sera ho visto dipingersi nel cielo
Un arcobaleno a forma di banana.
Sai dirmi la marca? Del monte young
O altri oggetti sessuali? Ho il ricordo
Di notti sul lago, a sud, l’odore della maria
Era penetrante, nell’erba da calpestare,
Lontana parente. Il lago si muoveva
Nella musica di un mangiacassette,
Finivano i 70 per la terza volta ma io
Non lo sapevo, credevo nell’eternità.
E non ci fu scampo a quell’attimo
Struggente, che prometteva altro,
qualcosa di così bello che non aveva
né volto, né forma, né fine.

[Immagine: FK – Abensee.]

4 Comments

  1. non so ancora come sono arrivato qui, stavo ascoltando Something in the night di Springsteen, l’avevo sentita la prima volta il giorno dopo le mie nozze nel ’78 ( il boss lo conoscevo già da un po’ di tempo). Ieri il mio primo figlio trentenne è stato a Trieste ad ascoltare il concerto di Bruce e ne è tornato folgorato.
    Nella tua poesia scrivi “struggente, che prometteva altro…” ho letto le tue parole come fossero dedicate alla sua musica, alle note che ho ascoltato per tanti anni, alla passione per questa rockstar che ho trasmesso anche ai miei figli.
    Non sono un critico , per la verità sono solo un fornaio, ma mi piace quello che hai scritto , anche nelle altre pagine che ho letto oggi qui. Un caro saluto
    Fausto

    Commento by Fausto Marchetti — 13 giugno 2012 @ 17:53

  2. caro fausto grazie mille! questa piccolo poesia racconta una nostalgia per i vecchi tempi “rock” della nostra giovinezza e tu l’hai trovata. a presto spero!

    Commento by Franz Krauspenhaar — 3 luglio 2012 @ 21:24

  3. Non ho pace ma tu
    Non starmi a sentire
    Medita la fine, spegni quella cicca
    Sulla mia guancia rigata di lacrime
    Finte, sii forte e perdona chi
    Ti ha sterminato la famiglia
    O la collezione di vecchi lp.
    Siamo alla fine, niente è come
    L’ho lasciato, la poesia è un cumulo
    Di conserva di vari tipi di frutta….

    Bella, struggente, vera. Di una verità intrisa di una tenerezza “blues”. E i versi qui ripresi ne sono un degno incipit. Anche se non hai pace, io ti sto a sentire volentieri,se il risultato è questo. Mi piace, Franz, mi piace molto.

    PS. Io, invece, ho dato da leggere a mio figlio quindicenne “La passione del calcio” “1975” e l’intensissimo commovente “Era mio padre”.

    Commento by Salvatore D'Angelo — 23 luglio 2012 @ 14:09

  4. grazie salvatore, sei sempre molto caro! oggi ho parlato al telefono con l’amico mario schiavone e abbiamo parlato anche di te:)

    ciao mary, grazie!

    Commento by Franz Krauspenhaar — 1 agosto 2012 @ 22:52

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