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27 maggio 2010

A Dino

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 21:12

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Da Milano, la ricca e giudiziosa
maestrina finita sulla strada,
alla Roma dei papi e delle risse
ammaestrate, delle sapide attese.
Prima, già col brizzolo in fronte,
ci desti i quadri dei poveri e belli
esemplari, per confortare gente
di semplici costumi, quizzicaroli
del giovedì, musichieri di latteria.
Al roboare del boom Una vita difficile,
l’affresco nobile d’un uomo, la lotta
di chi non accettava il nuovo brutto,
la turpe vendita, le illusioni perdute,
scagliate al vago vento della politica.
Solo un anno dopo, ne Il sorpasso,
mostrasti l’auto sbandare,
mentre nessuno la vedeva,
mentre tutti ridevano al ridere
di Gassman; e invece tu, al fondo
d’ una gola spalancata nella notte
di Castiglioncello, col faro cupo
della ripresa, evidenziavi l’arso,
la premonizione, la nuova crisi
d’un dopoguerra astioso, sfrenato.
E poi mostri, di vecchi e di nuovi,
e sagome accartocciate, l’Italia
burlona e malinconica, stupida
e canaglia, simbiotica, razzista,
porca e pure puttana. L’Italia che
sembrava tu vedessi da lontano,
con la nettezza d’un capitano
al cannocchiale, tutto stremato
dalla vitale fatica di traversare
mari di compromessi, e divieti
osceni, come la tagliola del puro.
E poi l’amore, visto senza troppe
paure, né illusioni. Profumo di donna,
l’essere amato fino all’ultimo,
senza temere il mal giudizio, amato
e mai raggiunto nella fusione estrema
che il cuore, stridendo, anela sempre.
Re senza corona dei sentimentali,
ricco ma povero, bello di regale mestizia,
abbandonato al sarcasmo di chi molto
nella sua lunga vita ha voluto.

[Per Dino Risi, 1916-2008]

[Da: Franzwolf (un’autobiografia in versi) – Manifattura Torino Poesia, 2009.]

8 Comments

  1. io non amo questo genere? perchè mettere in poesia un giudizio su dino risi? qui non la seguo. se lei scrivesse un saggio o una recensione capirei. ma ci sono cose che non si attagliano alla poesia se non forse in quel genere di operetta didascalica tardo ottocentesca che a me, personalmente, non piace. senza offesa. lei è molto efficace su quello che sente, meno su quello che pensa, a mio avviso. e qui alla fine pensa. per esempio io parini lo detesto. mi sembra un po’ una parinata…

    Commento by pulpito — 27 maggio 2010 @ 21:54

  2. ah, le volevo dire che secondo me la sua poesia in assoluto più bella è forte segnalazione. è un capolavoro.

    Commento by pulpito — 27 maggio 2010 @ 21:56

  3. poi scusi…come mai ancora dino risi? e i fratelli cohen? è troppo giovane per essere legato ai miti degli anni 60

    Commento by pulpito — 27 maggio 2010 @ 21:57

  4. forte segnalazione la più bella? mi fa piacere!

    beh questo è un omaggio a caldo (l’ho scritta il giorno stesso della morte) a un uomo non particolarmente “positivo” ma che a me è sempre piaciuto per il suo romantico cinismo. e mi sono piaciuti soprattutto alcuni suoi film che nella poesia cito. un omaggio, quindi, un ritratto. forse una parinata, sì, come dice lei. diciamo che, nonostante tutto, ha per me un valore sentimentale, da cinefilo quale sono.

    i fratelli cohen? non mi rappresentano. risi sì. sono nato alla fine del 60 ma uno dei film che ricordo avere inciso su di me da bambino è Il sorpasso. ne parlo per almeno una pagina in Era mio padre. sono nato qui, cresciuto qui… i cohen non mi entusiasmano, oltretutto. il loro cinema è eccellente, pieno di invenzioni, ma non mi acchiappa. questione di gusti!:-)

    Commento by Franz Krauspenhaar — 27 maggio 2010 @ 22:17

  5. beh grazie di non essersi arrabbiato. forte segnalazione è bellissima, un po’ futurista come secondo me è lei che in effetti non sembra tanto uno a suo agio con la contemporaneita. c sono persone che non appartengono alla loro epoca, questo non significa che lei imiti cose sorpassate. mi piaceva anche una in cui lei parlava male della primavera, ma era sua? io penso che fosse molto molto bella. mi pare di averla sentita su youtube recitata da qualcuno che forse era lei, o sbaglio?

    capisco il discorso sui cohen ma non è che per amare qualcosa uno deve nascere e crescere nel posto dell’autore che ce la racconta. comunque in effetti sono gusti. dino risi era grande ma io preferisco monicelli dell’armata brancaleone tra i film di quella stagione . per me resta bellissimo immaginifico e geniale per il linguaggio finto arcaico. enrico maria salerno che fa il monaco zenone è indimenticabile. le piace quel film?

    Commento by pulpito — 27 maggio 2010 @ 22:50

  6. no, non sono riuscito a vederlo mai per intero. secondo me è sopravvalutato.

    la poesia a cui si riferisce è in Franzwolf, la riproporrò dunque. grazie ancora.

    Commento by Franz Krauspenhaar — 28 maggio 2010 @ 10:59

  7. ma era lei che recitava la poesia? se sì lei ha una bellissima voce, io faccio molto caso al timbro di voce. per me è indicativo del livello di coscienza che una persona ha della sua parte ombra. non sono teorie new age…o almeno non lo so. è una mia convinzione ma ho trovato conferma anche nei libri. nel caso di un poeta la voce fessa mi allarmerebbe…mi ricordo nel caso di quella poesia un bel timbro. quando la ripubblica?

    Commento by Anonimo — 29 maggio 2010 @ 13:45

  8. a breve, direi domani.

    sa che non riesco a ricordare quel video?

    comunque dicono che ho una bella voce, in effetti. mumble mumble.

    grazie!

    Commento by Franz Krauspenhaar — 29 maggio 2010 @ 23:02

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