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18 maggio 2010

Scuse

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 22:02

profumazione nuvola

Ti parlo, la voce emozionata,
giovane e non più giovane.
Sciami di pensieri arditissimi
pungono, fanno bene, e male.
Sei tu che mi fai pensare bene
al meglio. Sei tu che conosco
dentro al mio stomaco, dentro
lo scorrere carsico del sangue.
Sono sangue e ciliegie, accanto
alle noci a sera dei tuoi occhi.

Dico idiozie per il troppo volerti,
per il desiderarti nel volto dei giorni
che mi separano dal tuo apparirmi.
Dico quello che non voglio, sbaglio
quei paradossi che sono il pane –
per me. E’ splendido il sapere
che ci sei, che respiri, e che vibri
e dormi e potresti abbandonarti
a me. Che sarebbe una folgore
la notte, dietro i passi furtivi.

Dico idiozie per il mio troppo
volerti. E di questo ho le mani
aperte, che muovono l’aria,
come se ti potesse prendere.

[Immagine: FK – Profumazione nuvola.]

6 Comments

  1. ma lei aspetta qualcuno?

    Commento by pulpito — 19 maggio 2010 @ 00:05

  2. sì, certo.

    Commento by Franz Krauspenhaar — 19 maggio 2010 @ 15:13

  3. ah. anche io….poniamo il caso che uno aspetti qualcuno che a sua volta aspetta quello che sta aspettando. nessuno si muove…come la risolverebbe?

    Commento by Anonimo — 19 maggio 2010 @ 17:38

  4. No, scusi, però vorrei fare una valutazione sul testo. Quando scrive d’amore lei ha una grandissima capacità di sensualizzare le parole, i suoi riferimenti alla materia, sangue ciliegie noci danno l’idea di una grande fisicità che sembra trarre la sua carica da una specie di condizione, non del tutto autodeterminata, di privazione. Una specie di vuoto che le fa sentire la fame, il troppo volere. ma una fame non dovuta ad una astinenza, una fame connaturata (tipo lupo) la definirei un poeta orale (nel senso che il suo modo di conoscere e di descrivere è ‘per bocca e a occhi chiusi’ almeno quando lei è più efficace) lo scorrere carsico del sangue mi ricorda i testi di Lindo Ferretti, depressione caspica, ma è rielaborato in un modo del tutto originale. ( si ricorda che avevo sentito l’eco di vasco rossi in un’altra poesia? ) lei come poeta secondo me ha una grandissima capacità di coinvolgimento e probabilmente anche come persona. è come se le persone fossero obbligate ad amarla, o odiarla, comunque uno quando legge le sue cose la vorrebbe toccare. a me sembra. lei ha qualcosa di molto particolare che deriva dall’esposizione delle sue ferite e dall’orgoglio con cui le maschera quando qualcuno cerca di leccargliele. lei deve capire che quando “si arriva” si deve pagare lo scotto e cioè: gli altri ci conoscono anche senza averci incontrato

    Commento by Anonimo — 19 maggio 2010 @ 18:05

  5. no forse no…io non la capisco.

    Commento by Anonimo — 20 maggio 2010 @ 21:08

  6. lei dice cose che credo giuste. anche se è difficile guardarsi davvero dentro. penso che lei abbia intuito, leggendomi, delle cose che mi appartengono. e la ringrazio di cuore dell’apprezzamento. in fondo non è molto che mi applico con un certo rigore alla poesia, direi dalla fine del 2007, subito dopo la fine delle stesura di Era mio padre. scrivo poesie da tanto, ma solo dopo quel libro ho sentito davvero il bisogno di provarci seriamente.

    Commento by Franz Krauspenhaar — 21 maggio 2010 @ 01:37

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