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29 aprile 2010

Il mio amore

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:32

cravatta di perle verdi

Il mio amore è insonne
con gli occhi sbarrati
la salmonellosi, la tenia
che risale dalle ginocchia,
la candida sulle labbra
le grandi e quelle piccole.
Il mio amore è un ladro
d’altro amore, è sincope
senza musica, è storto
come un ramo marcio.
E’ l’amore, beve a canna
e sputa dieci aspirine,
troppo poche per finirla
una buona volta, questa
farsa accesa in un tendone
dove bruciano gomme, cavi
e vecchie lettere inutili.
Il mio amore è un cappotto
di foglie secche, un quadro
luminoso nell’industria
smantellata, un girarrosto
dove bruciano polli neri.
Il mio amore è puttana,
troia e baldracca, si ciba
d’illusioni e lo fa bene, ha
le idee chiare sullo sfarsi
dei sogni, alla rada nebbia
estiva, quando fa freddo
in pochi pensieri avvolti
nella stagnola, colazione
di lunga durata, di veglia.
E’ un cuneo il mio amore,
una galleria, un traforo,
un tunnel di pasticci e cani
fusi nell’orrore, da cui esce
la nostra storia, sangue
di maionese. E così l’amore
è solo una parola, disse
il romanziere, ma non so
se è vero. Le parole, loro
mi possono uccidere, l’amore
è faro di silenzio, nella notte,
illumina ciò che non sa dire.

[Immagine: FK – Cravatta di perle verdi.]

5 Comments

  1. “il suo amore” intende il modo di amare o una persona che lei ama? io ho interpretato come se fosse la prima ipotesi. mi piace come ha reso l’idea dell’amore come malattia, suppurazione, ma anche stato inorganico di abbandono, la fabbrica dismessa. bellissima l’idea del girarrosto di polli carbonizzati. il tunnel di pasticci e cani ha la forza evocativa di un polpettone di carne, giustissima scelta anche se un po’ ripugnante. “l’amore come faro di silenzio nella notte che illumina ciò che non sa dire” mi sembra in linea con la sua poetica dell’amore lei sembra denunciare in tutte le sue poesie una specie di deficit, di inabilità. mi pare che sia per lei una realtà inaccessibile. forse possibile solo in un gesto carnale su cui è comunque impossibile dire una parola e comunque anche quel gesto ho idea che diventi un pasticcio di umori sangue, maionese . in fondo la vita trita tutto e tutti nel pensiero (e secondo me nell’arte) tutto si distrugge niente si crea al contrario di quanto accade nella realtà organica. a me piace il polpettone di carne, credo sia soprattutto per questo che ho amato questa poesia. anna s.

    Commento by pulpito — 29 aprile 2010 @ 16:36

  2. comunque per dirla con i depeche mode enjoy the silence. io non mi arresto. evado.

    Commento by pulpito — 29 aprile 2010 @ 19:16

  3. grazie.

    ho un’idea alta dell’amore. forse troppo.

    in realtà, nella realtà, l’amore è sopravvalutato per quel che davvero dà (poco) e io ovviamente non sfuggo a questa sopravvalutazione (dell’usato.)

    Commento by Franz Krauspenhaar — 29 aprile 2010 @ 21:48

  4. Lei è fortissima Pulpito!

    Amare questa poesia perchè le piace il polpettone è veramente “funny”.

    ps. scusi per questa intromissione ma non posso fare a meno di leggere i commenti; le poesie sono fantastiche ma “le botte e risposte” sono super ;-))

    Commento by ACR — 21 giugno 2010 @ 22:23

  5. io ho amato questa poesia per:
    “Le parole, loro mi possono uccidere”

    Commento by ACR — 21 giugno 2010 @ 22:36

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