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9 dicembre 2009

Piccola storia di L’inquieto vivere segreto.

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 11:33

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L’ho cominciato nel 1999, a 39 anni. Nel 2000 constava di 250 pagine scritte fittamente a macchina. Ebbi il primo pc nel 2001. Il primo titolo di lavorazione fu “Gli spiccioli dei Frank“. Seguito da “Spiccioli“. Per anni ne aumentai la massa come se fosse un coacervo di muscoli da palestra pesante. Ricopiai tutto su pc. Era come un blob che si gonfiava a dismisura, un soufflè narrativo pieno di digressioni a volte assurde, pippe mentali terrificanti, giochi logici e illogici. Lo scrittore Arno Frank, poi Franz Frank, poi Franz Werner, poi Franco Frank si scriveva continuamente addosso, tra riesumazioni di morti, di rancori vivissimi, una vita familiare allo sbando, ricordi di giovinezza. Alla fine il nome sparì, lo scrittore non ebbe più nome, e sparì anche il racconto in prima persona. Decisi per la seconda, che rendeva tutto più sospeso, con questa voce che arriva forse dalla coscienza, forse dall’aldilà – non sappiamo, non possiamo saperlo- che indica allo scrittore italiano nato in Germania, 64 anni, una moglie sparita nel nulla, un figlio trentenne che odia e da cui è odiato, le mosse degli avvenimenti, tristi, grotteschi, finali. Una specie di resa dei conti con questo strano romanzo, che alla fine è risultato di almeno tre volte più breve che nelle prime stesure. Un ritorno alla narrazione pura, posso dire. Dopo “Spiccioli“, negli anni successivi intitolai il romanzo “Lo scrittore delle nature morte.” Fino ad arrivare, credo quasi due anni fa, a “L’inquieto vivere segreto“. Undici anni di gestazione e lavoro, di lunghissimi abbandoni e di ringalluzzite riprese. Superato da “Le cose come stanno“, scritto nel maggio del 99, da “Cattivo sangue“( 2001-2004), “Era mio padre” (2007) il libro di poesie “Franzwolf” (2007-2009) e addirittura dal romanzo-saggio “Un viaggio con Francis Bacon” (2007-2009) che uscirà a gennaio ma che ho chiuso prima. Un lavoro improbo fino all’ultimo. La prova che ogni matassa si puo’ sbrogliare, che la nostra meta è l’Eldorado del succo. Che i grandi editori, a mio avviso, non ci avevano capito un cazzo. Dunque grazie all’editore di Transeuropa Giulio Milani che ci ha creduto.

5 Comments

  1. Ho trovato estremamente fascinoso lo squarcio aperto dal racconto della gestazione del lavoro. In bocca al lupo!

    Commento by metrovampe — 10 dicembre 2009 @ 21:24

  2. grazie mille! (e speriamo bene!)

    Commento by franz krauspenhaar — 10 dicembre 2009 @ 23:25

  3. grazie mille!!

    Commento by franz krauspenhaar — 10 dicembre 2009 @ 23:26

  4. E il risultato è davvero notevole. Un quadro narrativo deformato ma vivissimo.
    A presto,
    giuseppe

    Commento by giuseppe catozzella — 14 dicembre 2009 @ 18:43

  5. a tra pochissimo giuseppe:-)

    Commento by Franz Krauspenhaar — 15 dicembre 2009 @ 13:13

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