The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

18 aprile 2008

Dormi (E ultimissime su Cocktail K!)

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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Ci sono piantagioni e piantagioni.
D’ erba cattiva, voglio, lattea, mou
del vicino, hashish, maria, roba
da fumo, per i lupi. Ci sono bocche
arse di nebbia, e simpatici barbogi
che amano sdraiarsi al sole a sera.

Verso le notti di un camposanto
guardandolo da un aereo, si spinge
il pensiero, fino all’osso. L’abbiamo
tassato di paura. Esigere un gioco
che distragga il nostro muro di cinta,
la cosa che spaventerebbe tutti,
quelli che di quel muro hanno
le mani scalciate da rudi dolori.

Declinare. O malaugurare alla fine
di fare lo stesso buco nella morte.
In giro arbusti, candidi di mela,
marmellata di bei sconfinamenti
di pane levigato dall’amore.

Sei sottosopra come un’autostrada
nei paraggi del sonno, del “dimentica”.
Hai ricordato troppo, ora riposa.
Hai vangato passato come da un cosmo
di stelle fatte di terra, male illuminanti.
Ora, sotto le coperte della luce, dormi.

(Immagine: Axel Krause – Schlaefer, 2001)

ULTIMORA SU COCKTAIL K!

Apprendiamo che l’attesa silloge del sottoscritto FK apparirà sul sito di Feaci Edizioni entro un paio di giorni. L’editore provvederà a fare un post-annuncio sul multiblog La poesia e lo spirito.

Try try try… the experience!

12 Comments

  1. Carissimo,quando il pensiero si spinge fino all’osso e le mani vangano o scavano,
    qualcosa viene fuori,sto pensando al tuo libro,poi,la fatica si fa luce e il riposo
    è sacrosanto.
    Ci sono in questo testo immagini molto belle e anche l’andamento dei versi,il ritmo
    pacato,tutto conduce a un’atmosfera rarefatta dove il dormire,finalmente,sotto le coperte
    della luce,è consapevole premio,sogno sognato dopo la tempesta del fare e del dire.
    abbracci
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 18 aprile 2008 @ 20:04

  2. io in questo testo leggo la notte=oblio. e se la poesia è vita (in realtà unica condizione per me valida), ciò significa che questa è l’elogio dell’alprazolam (o princìpi attivi equipollenti). non c’è sarcasmo nelle mie parole ma compiacimento verso le tue. cià

    Commento by a. — 18 aprile 2008 @ 22:21

  3. Chissà perchè,io invece della notte-oblio,al di là di tutti i principi attivi equipollenti,
    in quel dormire sotto le coperte della luce,intravedo un’alba,un’alba dentro la quale il
    sonno può farsi sogno ristoratore,nuovo motore di vita.
    notte,Franz
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 18 aprile 2008 @ 23:09

  4. Bella,mi piace l’atmosfera che lascia.

    G.

    Commento by Gena — 19 aprile 2008 @ 12:02

  5. Beh, ci può stare tutto quello che avete detto.

    Dell’alprazolam sono stato devoto consumator.

    Pensavo al meritato riposo dello scrittore che sta per uscire
    con un libro nuovo per scrivere il quale
    ha “vangato passato come da un cosmo”. Sotto le coperte della luce (rigeneranti).

    Abbracci,
    Franz

    Commento by Franz Krauspenhaar — 19 aprile 2008 @ 18:41

  6. posso proporre un quesito? una poesia nel momento in cui viene resa “pubblica” diventa un bene collettivo, cercare, un po’ disperatamente, il parere dell’autore mi sembra legittimo, ma non esclusivo. potrebbe darsi che un giorno arrivi un sig.nessuno e che colga in un’espressione, una frase di un romanzo e/o poesia qualcosa che nemmeno l’autore stesso aveva visto. altrimenti perché non lasciarle nel cassetto le proprie creazioni?!?
    non è un riferimento specifico ma una generica e, forse banale, riflessione.

    a.

    Commento by a. — 19 aprile 2008 @ 19:02

  7. Ognuno è legittimato a interpretare una poesia come crede.E’ pur vero che,a volte,sono
    gli altri a farci notare qualcosa in più o in meno,ma io sono convinta che solo l’autore
    sappia,più di ogni altro,il perchè dello scaturire dei versi o anche di pagine di narrativa.
    Il critico,o chiunque altro,potrà prendere in esame lo stile,la metrica o quello che vi pare,
    ma il contenuto è solo del poeta. ci sono maglie nell’intricato e doloroso percorso della scrittura
    che sfuggono anche ai critici o lettori più attenti,perchè solo il poeta sa con quale intima materia,con
    quanti strappi o luci quelle maglie si sono tra loro concatenate.

    abbracci
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 19 aprile 2008 @ 19:51

  8. io invece credo che lo scrittore sia un tramite e del suo creare ne sappia, ad opera finita, quanto il lettore.
    e che questo continuare a dipendere dall’autore per l’interpretazione sia solo una spasmodica ricerca di certezze che nessuno in realtà possiede. come se non si fosse più in grado di elaborare autonomamente. una [parte della] realtà desolante. ciao!
    a.

    Commento by a. — 19 aprile 2008 @ 20:18

  9. Caro/a April,forse io sarò un po’ dura di testa e per questo non riesco a comprendere una cosa: nessuno
    obbliga il lettore a dipendere dall’autore per l’interpretazione di un testo. Il lettore è libero di leggere
    e gustare o non gustare una poesia,un racconto,un romanzo e dare una chiave di lettura personalissima.
    Solo se lo desidera può approcciare l’autore per ulteriori chiarimenti ed è logico che l’autore dirà in base
    alle motivazioni che possono o no coincidere con ciò che il lettore ha recepito.
    Non vedo nessuna desolazione in questo.
    Sul fatto che l’autore sia soltanto un tramite,il discorso è talmente lungo che potremmo stare qui mesi e mesi
    a parlarne. Tu sei un poeta o uno scrittore? io sono poliedrica.
    ciao
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 19 aprile 2008 @ 21:52

  10. [letto ora con la palpebra mezza calata] io chi sono? mi sa che sono una che fa troppe domande. e anche se non riesco ad avere [e comprendere] la tua propositività, grazie per le tue risposte. ciao! anzi forse è il caso di dire ‘notte…
    a.

    Commento by a. — 20 aprile 2008 @ 01:23

  11. April,il guaio,nella vita,non è fare domande quanto piuttosto non avere risposte.
    buona domenica
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 20 aprile 2008 @ 09:49

  12. il perseverare guida anche lo scrittore, no? io scrivo, sì, ma allo stesso modo di come si fuma una sigaretta, e mi auguro, un giorno, di smettere. buona domenica! a.

    Commento by a. — 20 aprile 2008 @ 14:34

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