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17 febbraio 2008

Per vendetta

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

john-currin-kissers-2006.bmp 

Scrivere un libro per tenersi la mente occupata
è musicare gerani appena colti al cimitero,
oggi mia madre urlava perchè ne avevo scritto
da morta, alla fine tutti vogliono campare,
anche i suicidi, checchè ne dicano corde, asfalti
insanguinati, canne di rivoltella, coltelli, bicchieri
d’acqua svuotati in gargarozzi delusi, colmi di sonniferi.

Tutti vogliono campare, addirittura vivere, anche
mio fratello si aggrappava alla vita come alla liana
del pensiero, ma il suo era sfrangiato di fibre,
come carne marcia, non si guardava più, nemmeno
nelle cavità oculari, lo specchio era convesso,
vedeva il ghigno, Dennis Hopper in Velluto Blu,
Frank il pervertito, o il soldato suicida di Full Metal,
Palladilardo. E dire che era magro, bello, intelligente,
le aveva tutte per scodinzolarsi la vita, per metterlo
nel culo al destino, il cinico, il baro, l’infame porcodio.

Con la rabbia apprestiamo chilometri. E’ così, la storia
delle nostre vite appese al filo interdentale del diavolo
è fatta di fauci spalancate; il wolf che è in noi ulula
spaventato, nella notte dei magri macelli, osannando
la luna spiritica, l’ ESP, tremolante alla lampada d’ incubo.
Con la rabbia facciamo viaggi intorno al mondo. Ci serve
per non morire, squarciati dalle bolle sulla pelle, dalla forfora,
dai raggi Sfalsa, dai monitoraggi delle forze del disordine.

Le sigarette ci servono per non pensare al respiro della fine,
il whisky c’intontisce per la sera deserta, al drink-after;
una cupola di niente che s’alza come un boletus atomico,
la nullità dell’esistenza è l’Hiroshima, la Nagasaki
dei vincitori di questa era babelica di sogno americano,
(son desto e piango lacrime democratiche in nome
e per conto di quel massacratore di John Kennedy.)

Il sesso ci serve per scacciare la morte-mosca, è carta
moschicida impregnata di sborra tesa, ritenuta in vetro;
ci avventiamo su sessi spalancati all’oblio, è cartone
gessato, è sapone d’olio di colza, è plastica semirigida.
Guardonando un orrido porno, la poverina aveva occhi
di fuori, sporgenti come mani che chiedono aiuto;
era drogata, il piercing sulla scodante lingua, i cazzi a due,
sbatacchianti nella stanza interrata, era uno stupro
come voluto, e il suo finto entusiasmo, la sua misera
libidine. Scrivere un libro sulla morte dell’amore
è quello che mi può ripagare da questa morte nera,
ignobile, ignorata dai superficiali, che crepino su guanciali
di gomma messa a fuoco da puttane scioperanti.
Scriviamo per vendetta.

(Immagine: John Currin – The kissers, 2006)

18 Comments

  1. sempre occhi negli occhi con il Baratro.
    bravo, Franz.
    grande.
    Francesca

    Commento by francesca — 17 febbraio 2008 @ 17:39

  2. è molto dura Franz da mandare giù,
    dico mica niente, anzi mi piace,
    capisco tutta la tua passione baconiana,
    e la fai sentire qui, vicina, anche se il tema é altro,
    ma l’angoscia domina,
    come ‘na golata di acido solforico

    Mario

    Commento by cf05103025 — 18 febbraio 2008 @ 00:15

  3. scriviamo per vendetta

    scriviamo per vendere

    (anche)

    scriviamo per vendemmia

    (ma i chicchi spremuti siamo noi)

    (http://it.youtube.com/watch?v=b3Z1oygOm3s)

    [ciao dolcezza]

    Commento by Miss M. — 18 febbraio 2008 @ 09:13

  4. lo sai che mi piace farti ridere, no?!? di pianto mai abbastanza

    Commento by Miss M. — 18 febbraio 2008 @ 09:15

  5. Buon giorno Franz!
    Il clima è gelido ed io non lo sopporto ma questa tua mi dà il colpo di grazia e il sangue stenta a fluire.
    E’ vero,a volte si scrive per vendetta,per rimettere le cose a posto,almeno sulle pagine,per dire della morte
    dell’amore.Ma se qualcosa muore,prima c’è stata.Spesso,scrivendo,ci vendichiamo di noi stessi per non aver saputo
    o potuto cogliere di noi o di altri un presente,un segno,una luce.E la rabbia,sacrosanta,anche per il male che
    ci viene inflitto dalla vita così tortuosa e semplice nello stesso tempo.
    Ma solo un atto d’amore può muovere la mano a scrivere anche un così tanto dolore.
    ti abbraccio forte
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 18 febbraio 2008 @ 10:12

  6. Eh sì, ‘sto Baratro, mamma mia che impressione…

    Ciau Mariu, t’ho già detto tutto in privato.

    Cara mitica Miss M., cosa devo fare con te?

    Tiri fuori due miti dell’esistenzialismo: Sordi
    e CoRado. Più di così… grazie, grazie assai (te
    possino…)
    :-)

    Jolanda, grazie, sempre prodiga di attenzioni (ma
    ovviamente perchè sono “ricco”, “ricchissimo”, non un “poveraccio”
    come il CoRado sordiano…)

    Commento by Franz Krauspenhaar — 18 febbraio 2008 @ 13:30

  7. Ovvio,Franz,solo per la tua ricchezza,te lo dice una che ci sguazza da mattina a sera…:-)

    Comunque vai,perchè tutto ciò che “tocchi,oro diventa”
    ciao ciao
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 18 febbraio 2008 @ 13:52

  8. ti leggo e ti leggerò, dovunque tu scriverai

    un abbraccio

    fem

    Commento by Francesca E. Magni — 18 febbraio 2008 @ 17:55

  9. Franz che botta sto pezzo, bellissimo.

    Commento by hotel messico — 19 febbraio 2008 @ 01:42

  10. Ciao Fem, e grazie per la “scatola chiusa”!

    Jolanda, magari!

    Ciao Hotel, grazie.

    Commento by Franz Krauspenhaar — 19 febbraio 2008 @ 20:26

  11. Volevo mettere una foto di Carta più leggera al post di oggi, e da lì
    una catena di casini. In pratica non riesco più a postare per “errata
    visualizzazione della pagina”.

    I commenti al post “Laboratorio FK” sono andati persi, e me
    ne scuso.

    Chiedo a un superesperto.

    Abbracci,
    Franz

    Commento by Franz Krauspenhaar — 19 febbraio 2008 @ 21:20

  12. Dov’è finito quel ritratto di oggi che non ho fatto in tempo a commentare?
    A proposito,perchè qualche volta non ci fai vedere qualche tuo opera pittorica?
    abbracci
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 19 febbraio 2008 @ 21:21

  13. la risposta è giunta prima del mio commento o forse in contemporanea.
    risaluti
    jc

    Commento by jolanda catalano — 19 febbraio 2008 @ 21:26

  14. L’angoscia è un pensiero curvo che non si radrizza mai.

    Commento by Gena — 19 febbraio 2008 @ 21:27

  15. volevo dire raddrizza, chiedo venia, ho avuto una giornata. ricca di impegni.
    G

    Commento by Gena — 19 febbraio 2008 @ 21:42

  16. Si “ricorda con rabbia”. Sturm to drum per (com)battere – in levare, la parola che grida: vendetta.

    In puro stile Franzwolf,
    hard & heavy I hug

    Wolfie

    Commento by Chiara Daino — 20 febbraio 2008 @ 06:46

  17. Jolanda, non li ho neanche fotografati, i quadretti.

    Magari lo faccio con l’aiuto del prode Carta. Grazie.

    Un saluto a Gena.

    Ciao dear Wolfie, felice di leggerti qui nella mia tana, piccola ma
    onesta!
    Ti abbraccio.

    Commento by Franz Krauspenhaar — 20 febbraio 2008 @ 12:04

  18. ciao eh si

    Commento by Anonimo — 21 febbraio 2008 @ 00:07

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