The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

7 febbraio 2008

Radere al suolo

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

francis-bacon-portrait-of-lucien-freud.bmp 

No, io non voglio cantare, io non canto, non canterò,
e che sarebbe un canto, ore di odissee e pietrisco,
e selciati snodati verso inferni, a palafitte, a sagrati
imposti, ci siamo dati zappe e vanghe sui piedi valghi,
come vuole la tradizione offesa, la nostra vita arata
come campo di morte, adesso e adesso, chi la sa la cura
qual’è, del vivere e  pure morire – scaduto…

No, no, io non voglio te, non voglio te, non voglio te,
mi basta la pena d’averti seguita con lo sguardo
in una stazione invernale, occhi separati dal volto,
sguardo puntato alla canna immaginaria di una pistola
che offenda la carne, che uccida lo spirito dei giorni
che abbiamo creduto amabili e diversi…

No, no, io scrivo solo di quello che so, e non so che questo,
non invento più nulla, dopo il noir è finita la caccia
alle docce scozzesi ignote – uccidere qualcuno, amare
un nemico, credere di servire qualcuno e invece no –
no, no, è tutta festa per la verità, la sboccio a fiore,
non m’importa che sia mia, la fondo con la mia confusione…

Ecco, ora, pallottole di carta tremano, no, no, che importa
se la letteratura è rivalsa e null’altro, se è vendetta
sull’insufficiente vita, io spacco tutto, tutto distruggo
del mio passato, scrivendolo. E’, la mia penna, come la bomba,
come la bomba atomica, che rade, rade al suolo
ogni cosa, la speranza compresa.

(Inmagine: Francis Bacon – Ritratto di Lucien Freud)

15 Comments

  1. Franz,non so più quante volte l’ho letta,anche a voce alta,qui la casa è piccola e posso sembrare scema
    a chi forse ascolta,ma ho bisogno di ulteriori riflessioni e altra lettura e ti dirò.Che è superlativa
    te lo dico subito.
    sempre abbracci
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 7 febbraio 2008 @ 20:41

  2. Sei buona con me, se non fossi quasi mia coetanea ti
    chiederei di adottarmi…:-)

    E’ una poesia sull’impotenza, nel senso che è scritta
    da chi non ha abbastanza armi per dimenticare il passato,
    i torti, le ingiustizie, e allora si rifugia nella letteratura,
    come ultima carta. Sembra una cosa drammatica, ma in fondo
    è vita quotidiana, e a volte bella.

    Un abbraccio,
    Franz

    Commento by krauspenhaar — 7 febbraio 2008 @ 21:25

  3. Bella l’idea dell’adozione -:)si può fare anche tra amici.E’ un argomento di cui qualche volta ti dirò.

    Si,il senso dei tuoi versi è quello che dici,ma lascerò passare la notte per chiarirli meglio dentro di me.

    riabbracci quasi notturni
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 7 febbraio 2008 @ 23:12

  4. Spade con pennini intinti
    in sangue inchiostro
    e frecce di carta
    mio caro Paladino di Franz-a
    non si creda non feriscano

    una mia certa zia soleva dire che ne uccide più la lingua che la spada ed io spiavo sempre fra le sua labbra appassite di rossetto secco saettare la punta della sua che immaginavo d’acciaio tagliente

    Commento by Miss M. — 8 febbraio 2008 @ 08:56

  5. J, se adotta Franz, spero abbia un appartamento spazioso per contenere tutta quella folla di nomi,personaggi, versi di vario tipo che spaziano dall’uluato di lupi nella steppa ai tetrametri giambici e suoni di esplosioni e carillons e figure varie fluttuanti e femmes in gran numero e demoni e spiriti ed echi e brandelli di tempo passato presente e futuro anteriore ed ologrammi di minacciosi ectoplasmi di Bacon che lui si porta sempre dietro come un drappello imprescindibile :-)

    Commento by Miss M. — 8 febbraio 2008 @ 09:10

  6. Ciao Franz,
    le tue poesie vanno acquistando sempre più spessore e forza.
    stanotte ti ho sognato, (meno male che non eri armato!;-)
    Ti auguro una buona giornata
    carla

    Commento by Carla — 8 febbraio 2008 @ 09:53

  7. Franz,ecco cos’era.Questi versi hanno un respiro più ampio,più disteso,come se nel momento stesso della scrittura
    il tuo ritmo cardiaco si sia fuso in quello dei versi e viceversa,ed il tuo respiro,meno affannato,mi pare,si sia
    trasferito in essi con molta meno rabbia,dando alla fine a chi legge l’impressione di una ritrovata pacatezza pur
    trattando gli argomenti di cui sopra. Ottimo,per me,l’attacco,reiterato nelle successive parti.

    un forte abbraccio
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 8 febbraio 2008 @ 13:10

  8. @ Miss

    Adottare un amico non significa,almeno per me,prenderlo di peso e trasferirlo nella mia dimora,piccola o grande che sia.
    Per quanto riguarda tutte quelle problematiche di cui parli,posso dirti che nulla mi spaventa,l’animo umano è così vario e complesso
    da farmi ritenenere che tutti noi ci portiamo dietro lo spirito di qualcuno,il nostro bagaglio viaggia sempre con noi e di solito
    non è colmo di belle favole. Grazie comunque.
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — 8 febbraio 2008 @ 13:20

  9. Carissime, proposta:

    mi adottate tutte, ok?

    Carla e Miss senza mariti:-)

    Jolanda senza figlie:-)

    E magari quando Jolanda va in esterni
    mi faccio adottare dalle figlie…

    Contenteeee?:-)

    Baci,
    Franz

    Commento by Franz Krauspenhaar — 8 febbraio 2008 @ 20:45

  10. Lucida,incalzante,vive di luce propria.

    Commento by Gena — 8 febbraio 2008 @ 21:00

  11. un harem virtuale praticamente… ad anche generazionale poi… ;-)

    (cara J., mi perdoni, ma io dolcemente scherzo sempre seriamente… non parlavo di trasferimento di peso fisico, anche se questo talvolta può essere assai piacevole – e non mi si fraintenda: parlo anche solo di una passeggiata, una cenetta, una bella chiaccherata ridendo molto, una lite anche, un malinteso, un’ombra, un broncio che ti fa piangere e capire quanto tieni ad una persona – ma del fatto che, o almeno così capita a me, tutto il drappello di fantasmi simpatici e di demoni accidiosi degli amici automaticamente si mescola al mio, e si avanti a legioni sorelle ed a falangi macedoni alleate contro i più spiacevoli ed insidiosi. per farsi del bene in senso lato. che poi è lo stesso di scrivere. non per tutti. però. )

    Commento by Miss M. — 9 febbraio 2008 @ 09:26

  12. E’ una poesia sull’impotenza, nel senso che è scritta
    da chi non ha abbastanza armi per dimenticare il passato,
    i torti, le ingiustizie, e allora si rifugia nella letteratura,
    come ultima carta. Sembra una cosa drammatica, ma in fondo
    è vita quotidiana, e a volte bella.

    Carissimo
    è proprio così che l’ho interpretata.
    meraviglioso chi non teme di mettere a nudo la propria anima e non si nasconde dietro un falso sorriso.
    a quanto pare la tua isola che c’è l’hai trovata o comunque la vedi all’orizzonte.
    vorrei adottarti anche io così faremmo i turni di notte per dare il latte a maria Giulia, visto che sei nottambulo, scherzo. Di fatto però ti ho già adottato come scrittore e fratello in spirito.
    per fortuna che Otello non legge questo sito altrimenti povera me, desdemona.
    bando agli scherzi io non ho più aggettivi, li ho finiti anche per dirti che sei una vecchia sola e ti sto ancora aspettando all’ombra del cupolone.
    un abbraccio
    Stella

    Commento by Stella Maria — 12 febbraio 2008 @ 17:20

  13. Ciao Stella, buona … “lattanza!”

    Ar Cupolone me vedrai, non più sola, armeno
    quer giorno!

    Ti abbraccio, e grazie sempre.

    Franz

    Commento by Franz Krauspenhaar — 12 febbraio 2008 @ 22:29

  14. molto bella questa poesia, è tua Franz??

    Commento by Andrea — 23 ottobre 2009 @ 17:32

  15. ciao andrea, sì è mia. fa parte del mio libro (appena uscito) “Franzwolf (un’autobiografia in versi)” per Torino Poesia.

    grazie!

    Commento by Franz Krauspenhaar — 26 ottobre 2009 @ 10:50

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