The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

20 maggio 2006

PROGIESSO?

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 09:02

“Con la pundata di ieri sera del “Progiesso” ed il glamoroso risuldato di ascoldo che é stato raggiunto del 6,50 % di share, tra i più aldi mai dotalizzati dall’emittende, si é conclusa trionfalmende la mia stagione televisiva e, con essa il mio rappordo di gollaborazione con LA7.

Ringrazio sendidamende il pubblico che con la sua bartecipazione mi è stato vigino in maniera così affettuosa e con un così grande galore, dimostrato anghe dalle migliaia di messaggi raggiunti in redazione nella sola serata di ieri nel corso della quale ho dato piena prova dell’infondadezza delle insinuazioni sul gonto del “Progiesso” che erano stade strumendalmente gostruite da parde di alguni organi di informazione.

D’accordo con il mio edidore abbiamo deciso di assumere una pausa di riflessione al fine di valudare serenamente prossime eventuali occasioni di collaborazione.
Questa fase della mia carriera che si apre da domani fornirà la giusta serenidà d’animo e l’opportuno distacco per programmare al meglio il mio prossimo fuduro, viggilando su quando sta accadendo nel mondo del galcio.”

(Aldo Biscardi – dal suo sito internet- 16.05.2006)

14 Comments

  1. Io quello lì non lo conosco quasi,
    sono trentanni e più che lo intravedo,
    schiacciando per sbaglio,
    mi faceva solo ridere uno, un comico,
    che ci diceva:
    Aldo Birscarta,
    ma lui no,
    e basta.
    Perché il mondo è così?

    MarioB.

    Commento by cf05103025 — 20 maggio 2006 @ 23:12

  2. Non ho dubbio alcuno sulla serenidà d’animo e sul distacco con cui Aldo Biscardi affronderà la sua pausa di riflessione: l’uomo si è sembre contraddisdindo per queste qualità, come si è podudo vedere in tivvù negli uldimi 26 anni.
    Lorenz

    Commento by lorenz — 21 maggio 2006 @ 11:44

  3. Qua il più pulito c’ha la rogna. A mio avviso si contraddistinguono – come le solite, minime eccezioni- 3 personaggi:
    1.Zdenek Zeman (allenatore boemo, grande accusatore delle cupola in tempi non più recenti. E infatti fu fatto fuori dal calcio che contava).

    2. Giancarlo De Sisti (Ex allenatore, fatto fuori per certe sue dichiarazioni non certo comode).

    3. Gigi Simoni (allenatore ancora in attività, fatto fuori dal “buon Moratti” qualche anno fa con l’Inter terzo in classifica, per far posto a Lucescu, un rumeno che venne sostituito a sua volta poco tempo dopo. Fu l’anno dei 4 allenatori all’Inter. Uno che non si è mai voluto assoggettare alla cupola di Moggi).

    Il mondo è così (nel calcio) come è così dappetutto. Soprattutto in questo paese corrotto per costituzione, nella quale una tragedia si trasforma inevitabilmente in farsa.
    La tragedia ha bisogno di grandi personaggi, e i personaggi della tragedia italiana (nel cinema una grande tragedia esemplificativa del carattere nazionale è il più bel film degli anni 60, Il sorpasso, che non è soltanto caratterizzazione cinematografica degli anni del boom – analisi troppo riduttiva e banale – ma caratterizzazione dello spirito italico di sempre; tragedia finale a seguito di una commedia); i personaggi della tragedia italiana, ripeto, non hanno e non avranno mai la grandezza, per esempio, di un Otello. Moro di Venezia, certo, ma creato, sulla pagina del suo genio, da un inglese.

    Commento by F.K. — 21 maggio 2006 @ 15:32

  4. che dire, Franz,
    tu hai terribilmente ragione,
    qui anche gravissimi casi di corruzione politica
    poi si trasformano in farsa,
    persino le guerre,
    come in Tutti a casa di Monicelli o nel Federale di Salce
    prendono aspetti grotteschi,
    tanto semo tutti bboni e cattolici e pure bbrava ggente,
    e na mano lava l’artra
    e tutte e ddue laveno la faccia,
    e poi tenemo famigglia
    e i cognati,
    soprattutto
    cognati e cognate,
    e pure er figlio di Zi Peppe,
    poraccio…
    che tiene bisogno de na mano,
    volemose bbene

    MarioB.

    Commento by cf05103025 — 21 maggio 2006 @ 17:45

  5. Mario, io non VOGLIO avere ragione. Fai dei begli esempi di un cinema alto e popolare al contempo, che non si fa più. Il cinema alto di oggi lo farebbe Marco Bellocchio che non è un regista ma un finto eretico, come ce ne sono anche in letteratura.
    Fellini diceva che l’inno nazionale perfetto per questo paese è “Dove sta Zazzà”.

    Commento by F.K. — 21 maggio 2006 @ 18:54

  6. Mi viene in mente un altro film anni 60 da rivedere per capire anche gli anni di oggi: Una vita difficile, di Dino Risi. Con il tanto vituperato Alberto Sordi. Storia di un intellettuale onesto e scomodo.

    Commento by F.K. — 21 maggio 2006 @ 20:48

  7. aggiungo: “io la conoscevo bene”, antonio pietrangeli.

    Commento by diderot — 21 maggio 2006 @ 22:20

  8. Non potevi fare un esempio più calzante.
    (Pietrangeli è un regista poco nominato da conoscere e ri-conoscere, assolutamente. Sempreché si voglia capire qualcosa di cosa è il cinema e la narrazione in generale).

    Commento by F.K. — 21 maggio 2006 @ 22:23

  9. Una vita difficile…. mi ricordo la bellisima scena di ribellione di Sordi che con un cazzotto butta in piscina il potente che lo opprimeva… se mi ricodo bene.

    Commento by Giancarlo Tramutoli — 22 maggio 2006 @ 00:03

  10. vi dico di Piero Germi,
    che molto ho amato

    Mario

    Commento by cf05103025 — 22 maggio 2006 @ 00:04

  11. Si, Giancarlo, è il finale del film: Sordi tira una sberla a Claudio Gora (il suo principale), e lo fa cadere nella piscina.

    Commento by markelouffenwanken — 22 maggio 2006 @ 11:44

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