The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

21 aprile 2006

LA LOTTA DI FRITZ

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:48

“Credo di poter dire che il tema centrale di tutta la mia opera sia la lotta che un individuo conduce contro quello che i Greci e i Romani chiamavano Destino, e che assume nei miei film la forma di una potenza reale, dittatura totalitaria, legge biologica o sindacato del crimine. Si tratta di salvaguardare l’anima individuale, ed è importante combattere per questo, pur sapendo che la partita è persa.”

(Fritz Lang)

6 Comments

  1. Guglielmo d’Orange passò alla Storia come “il Taciturno” perché di parole, nella sua vita, ne pronunciò pochissime, anzi – dicono – soltanto queste scandite nel colmo di una battaglia che per lui sembrava volgere alla disfatta: “Non è necessario sperare nella vittoria per combattere con onore, quando la Causa per cui si combatte è quella giusta”. Eppoi finì per vincere. Ma questo è un particolare del tutto irrilevante per il senso del suo – e mio – discorsetto.
    (Indro Montanelli, Corriere della sera, 31.12.1999)

    Commento by Girolamo Lazoppina — 21 aprile 2006 @ 16:36

  2. Guarda qua,
    arrivo or ora dal blog della Missy dove mi sono spremuto in una considerazione sul consumo dello spettacolo moderno e sulla tragedia antica e ti trovo il grande Lang.
    Ottimo Franz, in questo “piccolo” e deluso momento italiano, ci voleva.
    Mi resta ancora un dubbio: “l’anima individuale”….
    E’ che non ci credo più da tanto, e non so che cosa intendesse con anima l’ottimo Lang.
    Credo che l’anima sia una cosa sola col corpo.
    E se certi avessero un’animaccia cattiva, pur essendo essa mortale?
    Anche i Sadducei, antica setta ebraica, andavano al Tempio, credevano in JHWH però pensavano che l’anima morisse col corpo.
    Il Buddha non volle mai parlare di aldilà o d’immortalità dell’anima.
    Resto perlesso, ma le parole di Lang molto mi colpiscono e molto apprezzo il suo “coraggio dello scettico”.
    MarioB.

    Commento by cf05103025 — 21 aprile 2006 @ 19:17

  3. L’anima è l’anima, per chi ci crede. Trovo pleonastico l’uso dell’aggettivo ‘individuale’. Dovendo proprio usare un descrittore meglio parlare di anima universale. Ma Jung era ancora da venire, ai tempi di Lang.

    Commento by Carlo Capone — 22 aprile 2006 @ 14:17

  4. Comunque la si chiami la si ama e la si odia anche senza capirci un cazzo, e senza pretendere nulla in cambio.

    Commento by Mia Hoffmann — 22 aprile 2006 @ 15:12

  5. Cara Mia,
    io avevo preteso qualcosa dalla mia anima
    lei allora mi ha mandato fanculo,
    mi ha detto:
    Io sono qua di passaggio mica per i comodi tuoi,
    mi hanno sbattuto qui da te a rompermi!
    Passami un wisky piuttosto…
    Glie l’ho passato e si è messa dormire.
    Da allora non la scoccio più.

    Ho un’ anima maleducata.

    MarioB.

    Commento by cf05103025 — 22 aprile 2006 @ 16:07

  6. L’anima individuale credo che sia l’anima tout court, i Padri antichi dicono che ha la stessa estensione del corpo ma che diversamente da questo non è corruttibile.
    Mia che è abituata a sentire e porre pochi filtri ne da l’unica possibile descrizione, quella dell’esperienza che se ne ha.
    Fritz Lang è sempre talmente fantasmagorico e reale insieme che possiamo senz’altro perdonargli quel filo di ideologia che si percepisce nelle sue parole.

    Commento by rififi — 23 aprile 2006 @ 22:46

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